Reality di cucina: dove tutto è finzione!

Reality di cucina: dove tutto è finzione!

Reality di cucina: dove tutto è finzione!

È di gran moda il reality come intrattenimento, è partito tutto tanti anni fa dal “Grande fratello” ed oggi ne abbiamo di tutti i tipi, nel nostro caso è il caso di dire, di cotti e di crudi, quindi non potevano mancare quelli di “cucina”. Il reality di cucina per eccellenza e’ Masterchef poi dopo di quello tante imitazioni, per intrattenere e secondo alcuni educare alla “buona tavola”, ma la realtà nuda e cruda è davvero un’altra.

Nulla s’impara da queste, diciamolo pure, sono sceneggiate, finzioni il cui scopo non è tanto quello di promuovere la buona cucina italiana, il buon cibo e le nostre tante materie prime di grande qualità, quello che interessa è tenere incollati gli spettatori, con finte liti, finte gare e quant’altro per creare attesa e sospensione.

Il vero scopo com’è facile intuire è quello di fare ascolti per venderli agli sponsor, in buona sostanza se vogliamo, il prodotto vero di queste fiction televisive, sono proprio gli spettatori, loro sono il prodotto da vendere agli sponsor, tanto share tanti soldi, punto!

La cucina è un’altra cosa

Se vogliamo davvero imparare qualcosa di questo mestiere, non sarà certo con la partecipazione a uno di questi reality che si diventerà un cuoco professionista o pizzaiolo, questa non è né una scuola né un laboratorio dove imparare guardando i maestri, in queste trasmissioni non s’impara nulla, se non a fingere!

Un vero cuoco o pizzaiolo non finge, anzi, suda e fatica per arrivare a un livello di professionalità e qualità alta, richiede tempo ed esperienza, ma soprattutto una buona base di partenza, una formazione che dia il via al talento, che ognuno ha e che deve solo imparare a metterlo in evidenza, questo non si può fare fingendo.

Una carriera seria inizia al ristorante non in un reality di cucina dove vengono scelti i concorrenti non per le reali doti professionali ma in base a come sanno stare davanti allo schermo per divertire i telespettatori.

È bene chiarirlo una volta per tutte, diventare cuoco o pizzaiolo è un mestiere difficile, dove il sacrificio e soprattutto la passione sono i propulsori per arrivare al successo.

Quella che un tempo si chiamava “gavetta” oggi si chiama formazione, in altre parole la pratica sul campo e anche un po’ di studio, solo così si ottengono le eccellenze in questo settore, seguire il reality di cucina è sì divertente, ma ben lontano dall’insegnare un mestiere!

Arturo Mazzeo
Presidente
Accademia Italiana della Pizza
Pizzaitalianacademy

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